È arrivata la “Combomania”

Le prime testimonianze del termine fast food sembrano affondare le proprie radici agli inizi del XIX secolo. In quell’epoca, molte fabbriche costringevano a orari di lavoro che coprivano anche 14 ore al giorno, favorendo la nascita di locande informali o anche chioschi ambulanti che, nei pressi di tali insediamenti, offrivano menu semplici e veloci, definiti nelle insegne fast food, appunto. La storia ufficiale colloca la nascita del primo locale della più nota catena al mondo nel 1940, a San Bernardino, in California, a tre anni dall’apertura del primo chiosco di hot dog ad Arcadia, 50 miglia più a ovest. Lo sbarco in Europa avviene 30 anni più tardi vicino  ad Amsterdam nel 1971.

La proposta Combo
Una caratteristica che accomuna i fast food è l’utilizzo del combo menu: hamburger, patatine e bibita con un prezzo unico cumulativo, vantaggioso rispetto alla somma delle singole scelte, è il caso più diffuso. Una formula nata per contrastare il calo delle vendite di alcuni item, che si era riscontrato dopo un primo periodo di costante crescita, durato molti anni e sostenuto principalmente dal fattore novità insito nella formula. Il successo del periodo promozionale convinse i manager a standardizzare la proposta, divenuta un must non solo per gli hamburger, ma anche per chi offre pizza, insalate e tutti i  “pasti veloci”. La presenza di diversi formati consente di stimolare maggiormente il consumatore verso un incremento della porzione ordinata: un’opportunità da utilizzare con cautela. L’abuso di questa tecnica, che ha fatto nascere il formato esagerato denominato supersize, ha avuto l’effetto contrario, generando polemiche e  provocandone il ritiro dal mercato.

I nuovi Combo
Negli ultimi anni il combo menu ha espanso la propria influenza al di fuori dei fast food: nei locali di ristoro autostradali vengono proposte combinazioni sulle prime colazioni e molti panini sono legati a bibita, dolce e caffè. Un abbinamento di un buon dolce o di un gelato con altre proposte è dunque un’eresia? Se da un lato è evidente che una mega-coppa male si presta a un ulteriore abbinamento, dall’altro troviamo una dilagante crescita dell’utilizzo di materiali e formati, come i cosiddetti bicchierini, che ben si prestano a combinazioni creative. Gli elementi con cui costruire il proprio “combo” non mancano: gelato, frutta, bibita, brioche dolce o salata, caffè, una dose di creatività e una comunicazione del mix proposto, chiara e semplice. Il consumatore goloso sarà lieto di farsi influenzare!

Davide Pini

Davide Pini